AMBICO INFORMA_DICEMBRE 2017

6 December 2017
nwedicembre tutti i livelli

Morello-Ritter-Bruscino (1)-2 JONATHAN MORELLO RITTER PRESIDENTE NAZIONALE DEI GIOVANI IMPRENDITORI CONFAPI

Nell’anno del 70° anniversario di Confapi  (Confederazione della piccola e media industria privata) si sono tenute a Roma le elezioni per il ruolo di Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori. La carica è stata affidata nelle mani di Jonathan Morello Ritter che succede ad Angelo Bruscino, per i prossimi 3 anni. La confederazione dei giovani imprenditori di Confapi riunisce tutte quelle PMI guidate da under 40: ben 83 mila aziende che contano oltre 800 mila addetti.

Jonathan Morello Ritter  padovano, 33 anni, laureato in Scienze e tecnologie per l’ambiente, inizia il suo percorso in Confapi Padova nel 2011 come presidente dei Giovani imprenditori e successivamente in Confapi Veneto .

Nel suo discorso di insediamento Morello Ritter ha spiegato le tre priorità del suo mandato: “La prima è rafforzare la cultura manageriale nelle imprese, quella che ritengo essere la strada obbligata per competere. L’intero sistema della piccola e media industria, tradizionalmente caratterizzato dalla conduzione familiare, è chiamato a fronteggiare una discontinuità nelle proprie strategie di medio e lungo termine. A noi la possibilità di fornire gli strumenti adeguati per affrontarla. Confapi può diventare un centro radiante di cultura d’impresa e managerialità attraverso la formazione: mi adopererò a livello territoriale coordinando le competenze e gli strumenti dell’intero sistema associativo e raccogliendo fondi, con l’obiettivo di creare le condizioni per una nostra Business School, faro per lo sviluppo della piccola e media industria di domani”.

Continua Morello Ritter “La seconda priorità è legata all’apertura di canali di finanza alternativa a quella di natura bancaria, a vantaggio di ha idee e vuole realizzarle. La digitalizzazione dell’economia sta spingendo sull’acceleratore della disintermediazione dei servizi finanziari, offrendo una serie di possibilità concrete come fondi d’investimento, business angel, crowdinvesting, borse del credito. Molti ne parlano, pochi li conoscono, pochissimi ne beneficiano. Molto possiamo fare nei prossimi anni per aprire questa strada. La terza priorità è legata a una scadenza importante che si avvicina: nel 2019 Matera sarà la capitale europea della cultura. Un evento che deve coinvolgerci e trovarci pronti in prima fila per promuovere e sostenere le nostre eccellenze. In questo senso l’Europa è un’enorme opportunità di sviluppo per la nostra economia trainata da imprese tradizionalmente esportatrici e crediamo che non possa e non debba essere oggetto di ripensamenti o, peggio, di facile vilipendio populista. Oggi abbiamo una scelta da fare: unirci al coro dei critici e contribuire a distruggere, oppure essere protagonisti contribuendo con il nostro lavoro e le nostre idee al cambiamento. Per l’Europa, per la nostra leadership in questo grande mercato e per il futuro delle nostre organizzazioni, noi Giovani Imprenditori guardiamo a Bruxelles, prima che a Roma”.

digitalizzazione_voucherINNOVAZIONE, INTERNAZIONALIZZAZIONE E DIGITALIZZAZIONE: NUOVI CONTRIBUTI PER LA COMPETITIVITÀ

In un contesto sempre più globale e concorrenziale, solamente innovando, acquisendo nuove tecnologie e penetrando nuovi mercati si può crescere e accrescere il proprio vantaggio competitivo e di conseguenza economico.

Ma la domanda è: la crescita è un lusso per pochi o sono previsti strumenti per facilitare e finanziare il processo?

La risposta è sì: lo Stato e la Regione Veneto offrono agevolazioni e contributi a coloro che intraprendono questo percorso; vediamo come.

INNOVAZIONE

Quanto all’innovazione, la Regione Veneto ha istituito all’interno del Programma Operativo Regionale (POR) un voucher di importo fisso per l’acquisto di servizi per l’innovazione, sia essa tecnologica (es. ricerca volta ad innovare o migliorare i processi, o ad ottenere brevetti), strategica (es. al fine di sviluppare soluzioni alternative rispetto ai concorrenti, o migliorare il modello di business) o organizzativa (mirante a migliorare la situazione organizzativa anche efficientando la catena distributiva ecc.).

Il bando è rivolto alle Piccole e Medie Imprese (PMI), che operano nei settori Smart Agrifood, Sustainable Living, Smart Manufacturing e Creative Industries.

L’importo ottenibile varia da un minimo di € 750 ad un massimo di € 19.500 circa. La domanda può essere presentata online a partire dal 6 dicembre 2017.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Lo strumento a sostegno dell’internazionalizzazione (penetrazione o consolidamento di mercati esteri) è il voucher di importo fisso istituito dalla Regione Veneto a favore delle PMI.

Il bando (POR) riguarda le spese sostenute per consulenze in materia di internazionalizzazione, relative a: pianificazione promozionale; pianificazione strategica; supporto normativo e contrattuale; affiancamento specialistico. L’importo ottenibile varia da un minimo di € 2.000 ad un massimo di € 9.000 circa. La domanda può essere presentata online a partire dal 13 dicembre 2017.

DIGITALIZZAZIONE

In tema di digitalizzazione, il MiSE concede un’agevolazione a fondo perduto per le PMI che operano nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi.

Sono ammesse spese relative all’acquisto di hardware, software e consulenze specialistiche volte a efficientare l’azienda e l’organizzazione del lavoro, a sviluppare soluzioni di e-commerce, a fare formazione qualificata nel campo ICT ecc.

L’importo del Voucher corrisponde al 50% di tali spese e può raggiungere un massimo di € 10.000. La domanda potrà essere presentata online dal 30 gennaio 2018 fino al 9 febbraio 2018.

La formula del bando fa sì che per accedere a tali risorse si debba “concorrere” con altre aziende. Rivolgersi a ditte specializzate, in grado di mettere a disposizione la propria esperienza sul campo, accresce le possibilità di aggiudicazione e permette di sfruttare a pieno la cumulabilità di questi contributi con agevolazioni strutturali (e quindi non “concorrenti”), come il Credito di Imposta per Ricerca e Sviluppo, che si caratterizza per essere destinato a tutte le tipologie di imprese (non solo PMI) e disponibile fino al 2020, consentendo quindi di effettuare una programmazione a medio-lungo termine.

15_1STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE: OBIETTIVI AMBIZIOSI ENTRO IL 2030

Il 10 novembre è stata presentata dai Ministri Calenda e Galletti la strategia energetica nazionale, conosciuta anche come SEN.

La SEN prospetta l’allineamento degli obiettivi italiani con quelli europei: la riduzione del 40% delle emissioni climalteranti e il taglio del 30% dei consumi energetici .

La direzione è quella di una sensibile riduzione dei consumi carboniferi con una progressiva sostituzione con fonti rinnovabili, in misura di almeno il 27%. Si prospetta che entro il 2030 le tecnologie green copriranno almeno il 55% del fabbisogno elettrico. Significativa è stata la richiesta di Enel che la quota verde dell’energia (energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili) sia superiore al 60%.

Per fare questo c’è bisogno di superare il rallentamento della corsa all’eolico e al fotovoltaico dovuta soprattutto al limitato sostegno economico in termini di incentivi, dopo il boom iniziale.

Da una parte gli incentivi sono minori, ma dall’altra i prezzi delle materie per accumulo e fotovoltaico (per l’accumulo in particolar modo) stanno subendo un crollo; purtroppo questa notizia è conosciuta solo dagli addetti ai lavori mentre è di dominio pubblico la diminuzione degli incentivi.

Per raggiungere una maggiore quota energetica verde sono necessarie nuove norme che semplifichino la realizzazione degli impianti e valorizzino i servizi offerti dalla rete, come la distribuzione diretta alle famiglie all’elettricità prodotta sui tetti dei loro condomini.

Per quanto riguarda le quote green tre quarti dei MW potrebbero essere prodotti riconvertendo aree industriali abbandonate, discariche dismesse e vecchie aree militari non più utilizzate.
La politica che verrà messa in atto non guarda solo a una riduzione delle emissioni di CO2, ma prospetta anche la necessità di ridare fiato al mondo produttivo con la necessità di rinnovare interi quartieri attraverso forme avanzate di industrializzazione e digitalizzazione. A fronte di
questa digitalizzazione Enel investirà 5,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni, di cui circa il 90% dedicata alla digitalizzazione degli asset tecnologici, quindi le reti e gli impianti.

Francesco Starace, numero uno di Enel, ha sottolineato che “l’Italia è uno dei leader mondiali nelle tecnologie delle rinnovabili.” C’è da parte dell’Europa una grande richiesta di Italia.

La Sen porta con sé obiettivi ambiziosi e positivi, come detto dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Non dobbiamo mai perdere di vista il fatto che la Sen è una scommessa importante per la nostra economia e che si porta dietro investimenti per 175 miliardi, di cui 30 per reti e infrastrutture di gas, 35 per le rinnovabili, 110 per l’efficienza energetica”.

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