AMBICO INFORMA_SETTEMBRE 2017

4 September 2017
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ASSICURAZIONEASSICURAZIONE IMPIANTO FOTOVOLTAICO: L’IMPORTANZA DI CONOSCERE LA PROPRIA POLIZZA

Chi ha installato un impianto fotovoltaico spesso ha stipulato una polizza assicurativa che permetta di tutelarsi dalle spese economiche che possono derivare da danni da responsabilità civile, danni diretti e danni indiretti come temporali o sbalzi di tensione della rete.

Nell’ultimo periodo i tecnici di Ambico sono spesso intervenuti per i danni causati dai recenti fortunali, nella maggior parte dei casi questi danni non sono stati ingenti ma, proprio per questo motivo, hanno richiesto al cliente una spesa non prevista perché non coperta da polizza. In altri casi si sono verificati dei fermi impianto con consecutiva perdita di denaro che però non è stata risarcita nonostante il danno materiale fosse coperto.

La copertura base obbligatoria ha condizioni standardizzate a seconda dei danni più comuni; questo genere di polizza, però, ha dei grossi limiti che sono solitamente definiti attraverso delle soglie di danno: ovvero una percentuale minima di danneggiamento, piuttosto che un tetto massimo o, come nel caso del furto, dalla presenza o meno di condizioni atte a scongiurare lo stesso (vedi videosorveglianza, recinzioni e affini).

Tutte queste variabili vanno a identificare uno scoperto assicurativo, ovvero quella parte del danno che, seppur riconosciuto, rimane a carico del contraente.

Sarebbe opportuno quindi rivedere i limiti segnati nella propria polizza per limitare i rischi di scoperto ed evitare spiacevoli sorprese.

 

INVERTERINVERTER ROTTO: MA LA GARANZIA?

Il tallone d’Achille degli impianti fotovoltaici sono senza dubbio gli inverter che costituiscono in percentuale il materiale con il costo maggiore se proporzionato alla spesa complessiva, ma senza il quale l’impianto non può funzionare.

Dopo il boom di installazioni avvenute tra il 2009-2011, si è giunti al momento dell’uscita dalla garanzia degli inverter installati in quel periodo di tempo.

Gli imprevisti costi di riparazione, sostituzione degli inverter o di parti di essi, risultano molto incisivi sull’ammortamento dell’investimento, inoltre i rischi di guasti e malfunzionamenti sono direttamente proporzionali all’età dell’impianto. E’ da considerare, anche, che dopo 5 anni dall’installazione la garanzia dell’inverter solitamente scade. Non solo, molti produttori hanno chiuso i battenti o si sono ritirati da mercato italiano.

Ma c’è la soluzione: è possibile tutelarsi applicando all’inverter un’estensione di garanzia indipendente da quella del costruttore, in modo da scongiurare che un investimento come il fotovoltaico diventi una perdita di tempo e denaro.

 

TARIFFAAUTOCONSUMO. BOLLETTA MONORARIA O TRIORARIA?

Quali sono i costi dell’energia elettrica nella mia bolletta? Potrei risparmiare di più?

Partiamo da queste due semplici domande ed andiamo ad analizzare le tariffe Enel.

Questi costi, infatti, cambiano in base alla tipologia di contratto e alla potenza erogata e sono composte da:

  • Un importo annuo fisso per la potenza: questa quota varia in base alla potenza stabilita nel contratto ed è addebitata in quote mensili in termini di euro/kW. Per chi ha un contratto con Enel e beneficia della classica tariffa trioraria con una potenza impiegata fino a 3 kW (quella standard da 3,3 kW), la quota è di 5,96 euro/kW per anno.
  • Un importo per ogni chilowattora di energia elettrica consumato: si tratta della quota energia, quella che rende più o meno salata una bolletta e va stimata in euro/kWh.

Il calcolo del costo dell’energia elettrica è piuttosto macchinoso e più si consuma, più il prezzo stesso dell’energia aumenta: l’aumento in bolletta non tiene conto solo dei maggiori consumi dell’utente, ma anche di tariffe più salate quando si supera una certa soglia di kWh prelevati dalla rete.

La stragrande maggioranza degli utenti è allacciata in fascia trioraria, che vede una suddivisione dei costi in base ai momenti della giornata in cui viene utilizzata l’energia. La fascia oraria Enel per il risparmio (più economica) è la F3 che coincide con gli orari notturni e i giorni festivi. La fascia oraria F2 prevede una tariffa intermedia, mentre la fascia oraria F1 è quella che costa di più.

  • Ore di punta, fascia F1: Quando l’energia elettrica costa di più. Le ore di punta della Fascia F1 vanno dalle 8 del mattino fino alle 19 dei giorni da lunedì al venerdì.
  • Ore non di punta, fasce F2 e F3. La fascia F2 va dalle 7 alle 8 del mattino e dalle 19 alle 23. Da lunedì al venerdì. La tariffazione applicata il sabato, tutta la giornata, è la F2, valida fino alle 23, quando scatta la fascia F3.
  • F3.  Quando l’energia costa di meno. Riguarda tutti i giorni festivi: le domeniche, 1 e 6 gennaio, lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre. E tutti i giorni dalle ore 23 alle 7.

Fino a qualche anno fa, la tariffa trioraria permetteva un significativo risparmio in bolletta a chi concentrava almeno i 2/3 dei consumi di elettricità nelle fasce serali-notturne e nei fine settimana. Oggi non è più così.
Rispetto al passato, le differenze di prezzo tra la fascia diurna (F1) e la fascia F2/3 si sono ridotte molto, perché grazie alle fonti rinnovabili si produce molta più energia di giorno. Perciò, a meno che non si consumi più dell’80% in fascia F1, la tariffa trioraria non conviene più: cercare di concentrare i consumi nelle fasce serali-notturne e durante i fine settimana potrebbe rivelarsi una fatica inutile!

La riflessione è d’obbligo, a maggior ragione, nel momento in cui interviene l’impianto fotovoltaico allacciato al mio contatore: sto ottimizzando la sua resa? Non sarebbe meglio la monoraria? Quindi bolletta alla mano per valutare la scelta più vantaggiosa!

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