AMBICO INFORMA N°2_2016

18 April 2016
NEWSLETTER012016

 

image_largeCREDITO D’IMPOSTA: BONUS FINO AL 50% PER RIPAGARE GLI INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO!

Il “nuovo” credito d’imposta, concesso per un massimo di 5 milioni di euro annuali in seguito a una spesa di minimo 30.000 euro in attività di ricerca e sviluppo aziendali, è stato finalmente definito a marzo con la Circolare n. 5/E dell’Agenzia delle Entrate, a conferma di quanto introdotto dalla Legge di Stabilità 2015.

Il credito d’imposta va calcolato sulle spese sostenute in più rispetto alla media dei 3 anni precedenti e si applica a seconda della tipologia di investimento: i costi per l’impiego di personale qualificato e i contratti di ricerca stipulati con università, enti e imprese, possono beneficiare del bonus del 50%, mentre il credito è valido nella misura del 25% come quota d’ammortamento per l’acquisto/utilizzo di strumenti, per il personale e per competenze tecniche relative a invenzioni. Tale bonus è inoltre cumulabile con il credito d’imposta dedicato a “l’assunzione di personale altamente qualificato”(D.L. 83/2012).

Attraverso un contratto di ricerca tra imprese, Ambico si avvale delle possibilità offerte dal credito d’imposta come ulteriore soluzione per promuovere il proprio progetto di ricerca e sviluppo denominato “Analisi critica, ridefinizione e riprogettazione dei processi aziendali per il miglioramento dell’efficienza energetica.” Il progetto, attraverso diversi step di lavoro, prevede di realizzare un’analisi dei consumi energetici aziendali, ricercare una soluzione adeguata per il miglioramento dell’efficienza energetica e proporre infine lo sviluppo e la prototipazione sistemi di recupero energetico e reimpiego in processo aziendale.

Il credito d’imposta, che riguarda tutte le aziende senza limiti di dimensione, settore o forma giuridica,  ammette attività di ricerca di base, ricerca industriale, sviluppo precompetitivo, progettazione, prototipazione e collaudo di prodotti, processi e servizi; questo fa sì che il progetto sviluppato da Ambico rientri perfettamente nei parametri richiesti ed offra quindi l’opportunità di usufruire dei bonus a tutte le aziende energivore che siano interessate ad efficientarsi, aumentando la propria competitività sul mercato e “scaricando” i costi sostenuti.

 

2309629-contatoriTARATURA CONTATORI PER IL FOTOVOLTAICO: OBBLIGO DI VERIFICA, POCHI LO SANNO E FIOCCANO LE MULTE FINO A 3.000€

Gli intestatari di un impianto fotovoltaico sanno bene che esistono obblighi specifici periodici a cui far fronte per non perdere gli incentivi ed evitare multe anche pesanti. A livello aziendale sono note le scadenze annuali, con adempimenti precisi (AEEG, GSE…),  ma passano a volte in secondo piano altre scadenze, che però vanno ad influire anche pesantemente sull’efficienza dell’impianto.

Per gli impianti fotovoltaici >20kWp in particolare, esiste l’obbligo della taratura periodica dei contatori, da realizzare ogni tre anni, come da riferimento alla normativa attualmente vigente (Circolare Ministero delle Finanze n. 28/D del 26 genn. 1998 e ss.mm.ii.).

Si tratta del contatore che misura la produzione dell’impianto ed è anche necessario, per gli impianti che lo prevedono, a calcolare correttamente l’energia che viene scambiata sul posto e quindi gli incentivi percepiti.

La mancata verifica della taratura comporta oltre al rischio evidente di pagare l’energia più del necessario anche la possibilità di incappare in sanzioni economiche: da parte dell’Agenzia delle Dogane sono previste multe comprese tra i 500,00 e i 3.000,00 €.

  

conto_termico_2016NUOVO CONTO TERMICO: PIÙ INCENTIVI E PIÙ SEMPLIFICAZIONI

A partire dal 31 maggio 2016, con il “Conto Termico 2.0” saranno disponibili 900 milioni di euro annui, destinati come per il “vecchio” Conto ad incentivare gli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il nuovo conto termico (DM 16/02/2016), prevede anche una serie di novità, tra le quali “l’ampliamento degli interventi di efficienza energetica incentivabili, la semplificazione delle modalità di accesso e l’innalzamento della soglia per l’erogazione con rata unica” (Fonte: GSE).

Tra i nuovi interventi, le novità riguardano le sole pubbliche amministrazioni, per le quali gli incentivi riguarderanno anche la trasformazione in “edifici a energia quasi zero” (NZEB), la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti e l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Quel che interessa maggiormente è invece la soglia di incentivazione, che prevede, a fronte della spesa sostenuta, un contributo:

- fino al 40% per gli interventi di isolamento di muri e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate, per l’installazione di schermature solari e per le caldaie a condensazione;

- fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto(es.caldaia);

- fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.

- Particolarmente interessante è inoltre la possibilità di richiedere anche il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le Pubbliche Amministrazioni e il 50% per i soggetti privati.

L’incentivo, infine, prevede un accesso diretto, per cui la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori; l’erogazione inoltre avverrà entro 90 giorni dal termine delle procedure, dimezzando i tempi e, per importi fino a 5.000 euro, l’incentivo verrà corrisposto in un’unica rata.

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