AMBICO INFORMA N°01_2016

9 March 2016
NEWSLETTER012016

11 – Fotovoltaico nelle aziende agricole: come mantengo il mio impianto sempre al massimo?

Lo studio del rendimento degli impianti fotovoltaici ha richiesto un approfondimento specifico per quanto riguarda le aziende agricole, in particolare quelle dove viene lavorata la terra o vengono regolarmente spruzzati concimi e fertilizzanti per la gestione delle colture.

Al fine di verificare la variazione di efficienza degli impianti in agricoltura, nel 2013 Ambico ha commissionato un test, eseguito in provincia di Verona, che prevedeva di verificare il comportamento dell’impianto fotovoltaico.

Lo scopo è stato quello di analizzare in particolare i livelli di rendimento, al variare del grado di “sporcamento” della superficie fotovoltaica dovuta al depositarsi sulla superficie di prodotti chimici per il trattamento delle coltivazioni vitivinicole.

La prova ha avuto come oggetto il collaudo di un impianto fotovoltaico costituito da 12 moduli in silicio policristallino, suddiviso in due stringhe da 6 moduli.

Il test ha previsto di intervenire non solo con l’applicazione dei comuni trattamenti anticrittogamici e di concimazione previsti, ma anche replicando l’effetto delle precipitazioni medie stagionali.

I trattamenti applicati sono stati in totale 10:

- Primi 5 trattamenti: Coprantol (250 gr/hl) + Vivando (25 gr/hl);

- Secondi 5 trattamenti: Cobrenordox (200 gr/hl) + Thiamon 80 Plus (300 gr/hl).

Al crescere delle applicazioni si nota un visibile decremento del rendimento d’impianto che aumenta coerentemente con l’aumentare delle applicazioni, con andamento lineare.

Al termine del test, eseguito con uno strumento per il collaudo e lo studio dell’efficienza egli impianti, è stato riscontrato come solo l’applicazione di questi prodotti, potesse ridurre l’efficienza del pannello del 12.69%, senza considerare accumuli di comune sporcizia o incrostazioni di polveri e escrementi di uccelli.

Solo in seguito ad un lavaggio meccanico, effettuato senza l’ausilio di alcun prodotto specifico, si è potuto finalmente tornare ai livelli di rendimento iniziali, dimostrando quindi l’importanza, ancor più nel settore agricolo, di mantenere un controllo costante dell’efficienza degli impianti installati.

 

Billetes de euro atados en un enchufe naranja2- Vietato dire “non mi interessa migliorare l’efficienza energetica” finché non sai quanto spendi!

In seguito all’installazione del sistema di monitoraggio delle linee elettriche, è stato possibile ottenere un interessante risultato riguardo i consumi energetici di un’azienda del padovano, in particolare di un magazzino di ricambi auto.

Cattura1

Come evidenziato nel grafico, in corrispondenza dei momenti di chiusura (punto 1) e di pausa pranzo (punto 2) l’azienda aveva comunque dei consumi troppo elevati rispetto a quelli ipotizzabili.

Intervenendo in questa fase, solo attraverso una corretta gestione e individuazione degli sprechi, è stato possibile ridurre i consumi di circa 5kW al giorno, per un risparmio annuo di circa 1.900€, pari al 20% del consumo totale. Un risparmio che, senza un’analisi specifica, non si sarebbe potuto raggiungere.

A questo proposito una recente analisi realizzata dal Copenaghen Centre on Energy Efficiency e da UNEP (Programma delle Nazioni Unite sull’Ambiente) ha evidenziato come sia possibile ridurre fino al 73% i consumi industriali attuali a livello globale.

Come è possibile dunque muoversi in questa direzione?

Spesso per le PMI affrontare l’indagine dei propri consumi energetici è reso difficile sia da una mancanza di tempo che di risorse, mentre le aziende più grandi, una volta realizzata la Diagnosi Energetica obbligatoria, si trovano di frequente con un’analisi che non vede poi la realizzazione di alcun intervento.

Ecco che realizzare un audit energetico, che preveda l’installazione preliminare di un sistema di monitoraggio certificato, fa sì che l’azienda possa ritrovarsi in breve tempo con dei dati reali e affidabile dei propri consumi. Individuando immediatamente gli sprechi, è quindi possibile intervenire in maniera puntuale laddove serve, riuscendo a risparmiare da subito energia e quindi denaro.

 

33- Fondo perduto per le aziende: 40% per attrezzi e macchinari e 65% per amianto e sicurezza

Per PMI e aziende agricole, sono a tutt’oggi disponibili ingenti risorse, anche a fondo perduto, per diverse tipologie di interventi aziendali.

Per il settore agricolo, è stata posticipata al 22 aprile la scadenza di alcune misure del PSR 2014 2020 della Regione Veneto, tra cui la misura 4.1.1 che finanzia gli “Investimenti per migliorare le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola”. Si tratta dunque, per agricoltori e cooperative agricole di poter richiedere un contributo fino al 40% della spesa sostenuta, per un totale massimo di 600.000 euro in 4 anni, per interventi come il miglioramento fondiario, installazione impianti ad energie rinnovabili, acquisto e ristrutturazione di fabbricati produttivi, acquisto di attrezzi e macchinari, nonché rimozione e sostituzione di coperture in amianto.

Per tutte le imprese a livello nazionale, regolarmente iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, è possibile inoltre fare richiesta, fino al 3 maggio 2016, per i contributi del Bando Isi 2015 finanziato dall’Inail per interventi volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Questo bando prevede un contributo a fondo perduto del 65%, fino ad un massimo di 130.000 euro, per progetti di investimento finalizzati, a titolo esemplificativo, all’acquisto di macchinari, all’installazione e all’adeguamento di impianti elettrici, all’installazione di sistemi di ancoraggio, alla bonifica e sostituzione di coperture di amianto.

Per tutte le aziende che hanno intenzione di realizzare degli investimenti, può quindi essere un’opportunità vantaggiosa quella di sfruttare questi strumenti, che offrono ingenti somme anche a fondo perduto.

 

44- Fotovoltaico più conveniente adesso che con gli incentivi!

Jonathan Morello Ritter, ospite a Tv7 a febbraio, fa un inciso sulla situazione del settore delle imprese a fronte di una proposta più ampia sull’ipotesi di creazione di una macroregione industriale del nordest.

Stiamo parlando adesso di macroregione, di riorganizzazione funzionale, ma il punto è un altro: non abbiamo un progetto industriale, non abbiamo un obiettivo.” Spiega, chiarendo come la situazione imprenditoriale attuale sia fortemente in difficoltà.

Poi riprende affrontando subito il tema dei rifiuti nella green economy: “Abbiamo vissuto dei periodi di crisi di settore, ma siamo riusciti a trasformare un problema in una risorsa cha ha portato centinaia di migliaia di posti di lavoro. Poi nel giro di 3-4 anni c’è stato un taglio netto.” L’esperienza vissuta, suggerisce Morello Ritter, andrebbe invece proposta come una buona prassi da replicare.

Altri settori del ramo della green economy infatti hanno invece affrontato un percorso molto diverso.

Il fotovoltaico in particolare è stato regolato negli anni passati da una legiferazione sproporzionata, che poi ha castigato il settore tagliando gli incentivi in un momento in cui il settore non era autosufficiente, come invece lo è adesso.

I costi di un impianto attualmente si sono ridotti ad un terzo rispetto al 2012 e di conseguenza i tempi di ammortamento, determinando un rientro dell’investimento in massimo 5-6 anni, a patto di dimensionarlo correttamente sui consumi aziendali.

A differenza del periodo trascorso, ora il fotovoltaico è da intendersi all’interno di un piano di efficientamento energetico aziendale, in cui l’impianto si ripaga da solo grazie al risparmio energetico e quindi economico ottenuto.

E’ dunque importante smettere di demonizzare il fotovoltaico dichiarandolo poco conveniente e considerarlo invece nell’ottica di una nuova e differente opportunità, economicamente più sostenibile di quanto non sia mai stata.

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