Riforma del Catasto: rinviata per evitare l’aumento delle tasse

13 July 2015
arton24389

E’ stata rinviata in extremis la Riforma, per garantire un’invarianza del valore degli immobili e bisognerà attendere la definizione della Local Tax, ovvero il tributo che dovrebbe inglobare IMU e TASI, per averne la versione definitiva. Ogni precedente intervento sarebbe stato percepito come un consistente aumento della rendita catastale e questo avrebbe previsto, secondo l’Agefis (associazione dei geometri fiscalisti), un incremento dal 30% al 180% della tassazione. Con la riforma, che ci si aspetta essere ridimensionata, i valori catastali degli immobili saranno allineati a quelli di mercato e saranno comunque compensati da correzioni, seppure più modeste, nella tassazione locale.

Dopo la Riforma gli immobili non saranno più raggruppati in categorie e classi, ma saranno suddivisi in due tipologie di fabbricati: quelli ordinari e quelli speciali. Gli immobili ordinari (in cui rientrano anche capannoni, magazzini e uffici) saranno classificati secondo il reddito, il valore medio ordinario di mercato e le caratteristiche dell’immobile. Per gli immobili speciali (alberghi, istituti di credito, teatri, ospedali, ecc) si procederà, invece, mediante stima diretta. Gli appartamenti saranno inseriti tutti nella categoria ordinaria O/1; mentre ville, immobili signorili e artistici avranno una regolamentazione diversa.

Si ricorda che anche per gli impianti fotovoltaici è necessario denunciare le modifiche al Catasto: in alcuni casi, infatti, secondo la circolare 36/E dell’Agenzia delle Entrate, l’istallazione di impianti fotovoltaici >3kW può fare aumentare la rendita catastale dell’immobile.

E’ evidente quindi come questa riforma sia penalizzante per il settore del fotovoltaico, che, invece, andrebbe valorizzato come previsto dalla normativa comunitaria e nazionale, evitando ulteriori tassazioni a cui va ad affiancarsi una progressiva diminuzione degli incentivi fiscali.

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